Il perché di un passo indietro.

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Nello studio di metodologie sofisticate di previsione numerica nel campo ludico come il gioco del lotto, molto spesso gli studiosi si trovano costretti a fare alcuni passi indietro, seguendo teorie non proprio matematiche o osservazioni molto approssimate spesso si cade nel solito inganno, ovvero quello di piegare la ragione alle nostre convinzioni trovando metodi funzionanti al 100% salvo poi scoprire che applicando la condizione non appena possibile per il gioco reale, essa non verrà soddisfatta e da un passato piegato per avere ragione costatiamo un presente totalmente sconfitto. Per chi ha l’antidoto a queste letture ed episodi di studio previsionale saprà che dovrà fare un passo o forse più di uno indietro, ritornando al punto dove la teoria, l’osservazione o il ragionamento funzionava anche con una percentuale di funzionamento relativamente più bassa riuscendo a strappare qualcosa alla lottomatica. Su meccanismi totalmente fuori da questa logica di funzionamento che piega la statistica a proprie convinzioni si colloca il makeruotismo, quella tecnica previsionale che prende il nome dal famoso programma MakeRuote3D creato dallo studioso e programmatore Giuseppe Marchese in arte Pinelot di nazionalità siciliana e naturalizzato italiano.

Perché questa introduzione? Perché un passo indietro non va fatto solo nello studio che non funziona e che ha fallito, ma va fatto anche nel quotidiano vivere. Iniziamo dal passo indietro più fondamentale “uscire dai social” o quanto meno ridurre profondamente la nostra presenza a volte costante e domandiamoci dove stavamo prima del passo sui social cosi come oggi li conosciamo. Prima stavamo sui FORUM, la gente di quel tempo profondamente più umana s’incontrava e si radunava nei FORUM, certamente erano luoghi d’informazione verticale e di approfondimento. Quando si aveva un problema si ricercava un forum competente nell’argomento, magari si arrivavano a seguire anche più forum legati ai propri interessi culturali, di certo è stato e lo è ancora una tecnologia intermedia più umana che consente di elaborare pensieri d’intrecciare conoscenze e rapporti più duraturi nel tempo, sono luoghi più seri, certamente più riflessivi e sopratutto senza le immense distrazioni dei social con le storie, le pubblicità, i suggerimenti di amicizia, i link sponsorizzati, una vera e propria valanga d’informazioni orizzontali che portano ad uno stress enorme e ci conducono a quella distrazione che piega la ragione alle statistiche volute da chi sui social fa un enorme business.

Chiarisco meglio il concetto del passo indietro, io non dico che sui social non bisogna starci, essi sono comunque una potenzialità, ma bisogna uscire da loro per creare le proprie strutture comunicative e di elaborazione di logiche e pensieri, una volta prodotto l’elaborato che sia un articolo, che sia uno studio, che sia un pensiero espresso in un forum verticale, o anche un blog personale, successivamente si può condividere l’elaborato sul social orizzontale, questo fa si che s’inneschi un esercizio quotidiano e virtuoso di tante persone che nel cliccare l’elaborato che lo ha incuriosito, uscendo anche per poco fuori dal social per leggere il contenuto, può giorno dopo giorno poter rimanere affascinato e incuriosito delle informazioni e della tematiche che sono presenti in quel luogo, fino al punto che ogni giorno è probabile che passi prima da un forum a salutare gli amici o a leggere il pensiero quotidiano di un blog anziché convergere immediatamente e in modo compulsivo sui social.

E’ almeno un tentativo da fare quello del passo indietro, un tentativo che può salvarci da un individualismo egocentrico e molto spesso malato, ho sempre sostenuto dal mio profilo di facebook giusto per parlare di social che il mondo potrebbe iniziare a cambiare se almeno una volta al giorno, tra le valanghe di frivolezze condivise e di foto selfie per ostentare la propria bellezza, ci fosse una sola condivisione di contenuti informativi e o di riflessioni. Cosi come recita quel detto che una mela al giorno toglie il medico di torno, cosi anche un contenuto verticale al giorno condiviso su un social orizzontale può togliere il male di un individualismo malato di torno, ed oggi c’è tanto bisogno di riuscire a ritornare umani, una umanità cancellata e incattivita nell’era pandemica, una umanità sempre più schiava o serva di politici che vorremmo fossero quelli di tanti passi e anni indietro.

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